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VisitCanosa. I dieci motivi per cui scoprire la ‘Piccola Roma’

Il focus a Palazzo Madama con il Ministro alla Cultura Alessandro Giuli

Non solo sito archeologico di straordinario rilievo ma cittadina dalle mille sfaccettature, in grado di offrire un viaggio immersivo nel tempo ed una connessione profonda con il passato. E’ Canosa di Puglia, nella sesta provincia pugliese, e la sua riscoperta è il tema del workshop VisitCanosa di giovedì 13 febbraio presso la Sala Nassirya di Palazzo Madama. 

Rappresentanti delle Istituzioni ed esperti hanno illustrato i “dieci motivi per cui scoprire la Piccola Roma”, come recita il sottotitolo dell’evento che ha visto la partecipazione straordinaria dell’attore canosino Lino Banfi e le conclusioni affidate al Ministro alla Cultura Alessandro Giuli. 

Canosa vanta oltre venti siti archeologici, alcuni dei quali interessati da recenti indagini che continuano a svelare nuovi dettagli sul principale centro della Daunia, in seguito abitato dai Greci e, poi, municipio romano e colonia nell’età dell’imperatore Antonino Pio. Oggi, i reperti che provengono dal comune nella Valle dell’Ofanto sono esposti nei musei di tutto il mondo, dal Louvre di Parigi al Metropolitan di New York, e, solo fino a qualche giorno, armature, ceramiche e gioielli canosini sono stati protagonisti della mostra itinerante ‘Forme e colori dall’Italia preromana’ a Castel Sant’Angelo, dopo le esposizioni di Buenos Aires, San Paolo del Brasile e Cittа del Messico. 

Ma questo luogo alle pendici delle Murge è centro di interesse sotto molteplici punti di vista: da quello paesaggistico, per la sua conformazione che lo pone tra oliveti, vigneti, resti di antiche cave e necropoli a cielo aperto, a quello dei suoi itinerari insoliti, come il percorso che permette di scoprire la città sotterranea o il cammino della via Francigena lungo la via Traiana; passando per i suoi rituali religiosi che affondano le radici all’alba dell’umanità e per la leggenda che vuole che la città fondata dall’eroe omerico Diomede di ritorno dalla Guerra di Troia. Per arrivare all’ incredibile aneddoto – realmente accaduto e tramandato da Tito Livio – che lega la storia locale di questo borgo alla figura di Scipione, eroe citato nel nostro inno nazionale, che proprio a Canosa trovò accoglienza e riparo dopo l’incredibile disfatta di Canne contro l’esercito di Annibale, nel 216 a.C. 

A promuovere il focus, dopo una visita ufficiale nel comune, il Senatore Filippo Melchiorre. “Con questa iniziativa siamo riusciti a mettere insieme, intorno allo stesso tavolo, tutti gli attori interessati, ad ogni livello, alla promozione turistica, culturale e, di conseguenza, economica ed occupazionale di Canosa di Puglia, una città che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio di visibilità nazionale e internazionale grazie allo straordinario patrimonio storico e archeologico di cui dispone. E, in questa prospettiva, non poteva mancare una figura iconica della città, Lino Banfi, il testimonial per eccellenza dell’identità di Canosa che non mai ha dimenticato le sue origini, le sue radici, la sua terra. L’auspicio è che, da questo incontro, possa partire un impegno concreto, un piano di azione che proietti questo prezioso “pezzo” di Puglia nel panorama delle mete turistiche più ambite in Italia e nel mondo.”, le sue parole.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Archeologica Canosina che, da oltre trent’anni, si occupa di tenere aperti, mantenere fruibili e preservare gli innumerevoli siti archeologici del territorio, d’intesa con il Comune, la Provincia, la Regione Puglia e il Ministero della Cultura. Il Presidente Sergio Fontana ha ricordato la mostra “Principi, Imperatori e Vescovi” del 1994 da cui la Fondazione ha preso le mosse ed ha sottolineato il delicato e spesso complicato processo di ‘tutela del passato’ svolto dalla onlus. “Quello della Fondazione è un caso più unico che raro in cui i cittadini si auto-tassano per portare avanti la bellezza del proprio territorio – le sue parole – Occasioni come quella di VisitCanosa sono importantissime per portare alla luce lo straordinario contributo alla ricostruzione storica mondiale che Canosa di Puglia continua a dare”.

L’evento è proseguito con gli interventi del Sindaco del comune Vito Malcangio e del deputato al Parlamento Europeo Francesco Ventola. “Non si tratta solo di mantenere aperti i siti archeologici ma di lavorare insieme perché tutta la città si evolva”, ha commentato il Primo Cittadino nel suo intervento. Dello stesso avviso l’eurodeputato canosino che ha posto l’accento sulla necessità che la bellezza del comune pugliese diventi anche concreta occasione di sviluppo e lavoro, specie per i giovani ed ha auspicato che “Canosa torni grande come Roma”. 

Ciò è emerso anche dalle voci istituzionali di Massimo Osanna e Luigi La Rocca, rispettivamente Direttore Musei Nazionali e Capo Dipartimento Tutela Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura che hanno sottolineato l’urgenza di proseguire nel percorso di crescita intrapreso dal comune, nel tentativo di preservare quanto più possibile questo ‘scrigno del tempo’ e renderlo fruibile, grazie anche ai fondi PNRR e ad atti come la recente candidatura della via Appia a patrimonio Unesco. Osanna, in particolare, ha ricordato come molti reperti canosini che ora sono nei depositi potranno essere saranno ospitati prossimamente nel nuovo museo che verrà inaugurato entro i prossimi due anni e nel quale troveranno dimora alcuni degli ‘ori di Canosa’ ora a Taranto.

Ospite speciale uno dei figli più illustri della città: Lino Banfi, a cui recentemente è stato intitolato il foyer del teatro comunale. L’attore e sceneggiatore tra gli esponenti più rappresentativi della commedia italiana degli anni ’70 e ’80 ha sempre orgogliosamente rivendicato la sua provenienza pugliese e, in particolare, canosina. “Canosa io la difendo da una vita. Io faccio parte di questo territorio, quasi come uno dei suoi vasi”, ha scherzato l’attore che si è detto pronto a continuare a promuovere la città dalla quale proviene come ‘ambasciatore’. 

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che solo a novembre scorso è stato in visita ufficiale nel comune della Bat, ha parlato dell’importanza di Canosa concludendo i lavori del workshop con la certezza che il decalogo delle valide ragioni per cui visitare questo luogo non rimarrà solo un manifesto ideale ma diverrà punto di partenza per un lavoro condiviso di riscoperta e valorizzazione. “La Puglia sta dimostrando che è possibile mettere al centro dell’attenzione mediatica, politica e istituzionale un patrimonio immenso che va dal Neolitico al contemporaneo. Canosa è una parte fondamentale del patrimonio italiano ed è un modello per il resto dell’Italia”.

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