Oltre 4.300 visitatori per “La forma e la fiducia”: si chiude con successo la mostra numismatica ospitata presso la Sede di Bari della Banca d’Italia
Bari, 29 aprile 2026 – Chiude ufficialmente i battenti la mostra temporanea “La forma e la fiducia – Monete dal territorio, monete dal mondo”, ospitata presso la Sede di Bari della Banca d’Italia.
L’iniziativa, inaugurata il 29 settembre scorso, ha registrato, sin dai primi mesi di apertura, un notevole successo che ha indotto a prorogare la data per la chiusura – inizialmente fissata al 31 gennaio – fino al 30 aprile, per rispondere all’eccezionale volume di richieste pervenute dal territorio.
L’esposizione è stata il frutto di una sinergia istituzionale tra la Banca d’Italia, attraverso il progetto MUDEM-Museo della Moneta, la Fondazione Archeologica Canosina, la Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Bari, la Soprintendenza ABAP per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia e il prezioso sostegno di Puglia Culture.
Il bilancio finale dell’iniziativa testimonia un forte impatto educativo e una grande partecipazione della comunità. In totale, circa 4.300 visitatori hanno percorso le sale dello stabile della Banca d’Italia. Nel dettaglio, si tratta di circa 2.300 studenti e professori provenienti da 28 diversi istituti scolastici, 600 tra studenti e docenti universitari, oltre a 1.000 visitatori complessivi tra eventi speciali e aperture straordinarie, tra cui circa 400 per l’evento “È Cultura” di ottobre 2025 e 500 per l’Open Day dello scorso 11 aprile. A questi, vanno aggiunti i 400 visitatori tra delegazioni di associazioni e pubblico occasionale.
L’evento di finissage ha ulteriormente incrementato il dato con una affluenza straordinaria nella giornata in cui le Autorità hanno ‘salutato’ la mostra che chiuderà ufficialmente al pubblico domani, 30 aprile.
All’evento di chiusura ha partecipato il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Gian Luca Trequattrini, e si è aperto con i saluti istituzionali di Marcello Malamisura, Direttore della Sede di Bari della Banca d’Italia e di Elisabetta Vaccarella, Vice Presidente del Consiglio regionale pugliese. Sono, inoltre, intervenuti il Sindaco di Bari, Vito Leccese, la Soprintendente ABAP Bari Francesca Romana Paolillo, l’arch. Federica Carrieri, funzionaria della Soprintendenza ABAP BAT e Foggia e il Presidente della Fondazione Archeologica Canosina, Sergio Fontana.
In occasione del finissage, la Fondazione Archeologica Canosina, in collaborazione con Poste Italiane, ha allestito uno stand per un servizio filatelico temporaneo. I partecipanti hanno potuto assistere all’annullo filatelico speciale su due versioni di cartoline celebrative a tiratura limitata.
In questi mesi, la mostra ha offerto un viaggio unico tra reperti etnografici della Collezione Voltolina (conchiglie cauri, piume, perline), monete romane provenienti da scavi e sequestri del Nucleo TPC dei Carabinieri e tesoretti del territorio pugliese. Un percorso che ha tracciato il “filo rosso” della fiducia: l’elemento immateriale che trasforma un oggetto – sia esso una conchiglia o un metallo prezioso – in moneta e simbolo di identità collettiva.
Nel suo intervento, Marcello Malamisura, Direttore della sede di Bari della Banca d’Italia, ha dichiarato: «La mostra che chiudiamo oggi si inquadra nell’ambito del progetto che la Banca sta portando avanti – in linea con i propri obiettivi strategici – di affinare e consolidare la fiducia del pubblico, aumentando la conoscenza delle funzioni e delle attività dell’Istituto. Come ha sottolineato il Governatore in un suo recente intervento, per le banche centrali l’azione di rafforzamento della fiducia passa attraverso la gestione della moneta, che è stata proprio l’oggetto della mostra. La moneta è, in fondo, un patto di fiducia collettiva: fiducia che quando paghiamo con una banconota, questa venga accettata da chi la riceve; fiducia che la moneta che conserviamo e che risparmiamo mantenga il suo valore».
«Il successo di questa iniziativa – ha osservato Sergio Fontana – conferma che il lavoro sinergico tra istituzioni è la chiave per rendere il patrimonio archeologico e numismatico vivo e accessibile. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo racconto della storia del nostro territorio in una dimensione globale».
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