Canosa di Puglia, dove vivere la storia.
L’importante arteria stradale dell’impero romano conserva nei pressi della città, sulla via per Cerignola, monumentalità di età imperiale quali il Ponte romano sull’Ofanto, l’Arco Traiano e alcuni mausolei funerari: Bagnoli, Barbarossa, Torre Casieri. Nel tratto adiacente il torrente Lamapopoli, sulla via per Barletta, sono presenti i resti della complessa necropoli del ponte della Lama, di età imperiale, tardoantica e altomedievale. Vi sono sarcofagi in pietra, tombe ad arcosolio, i resti di un mausoleo funerario (la cosiddetta Basilica di S. Sofia) e la catacomba.






L'edificio, a due piani, non è integro, ma il buono stato di conservazione consente comunque di ricavarne le caratteristiche strutturali ed architettoniche. Costruito in conglomerato cementizio e rivestito da una cortina laterizia in mattoni di diverso colore, ha pianta rettangolare, e presentava il pianterreno coperto a botte e il piano superiore con tetto a doppio spiovente, secondo uno schema tipico delle tombe definite a podio o a tempio. Il rinvenimento nell'area di una epigrafe frammentaria, avvenuto durante la campagna di scavi del 1903, avrebbe identificato la famiglia committente nella gens Mummia, collegata alla gens di Annia Regilla, moglie di Erode Attico, i cui legami con Canosa e il suo territorio sono storicamente attestati.

L’edificio in origine doveva essere suddiviso in due piani: quello inferiore in conglomerato cementizio, costituito da un largo basamento quadrangolare e quello superiore, di cui rimane solo l'impronta, da un torrione circolare. Nella zona a sud si apre il corridoio d'ingresso, con pareti rivestite in opus reticulatum. La camera sepolcrale presenta forma di croce greca e sulle pareti nord ed est sono state realizzate delle mense funebri. Il mausoleo, uno dei più antichi presenti nell'area, datato tra I sec.a.C. e I sec.d.C., è ubicato su un ipogeo del IV sec. a.C.
ll Mausoleo Torre Casieri


Il suo stato di conservazione può definirsi soddisfacente e non si discosta di molto dalle descrizioni del 1783 dell'abate di Saint-Non e dalla relativa raffigurazione del Desprez. Il monumento sepolcrale, in conglomerato cementizio rivestito da laterizi, è costituito dalla sovrapposizione di tre corpi: un basamento, un corpo centrale e un piccolo tamburo cilindrico. All'interno della tomba vi è una camera rettangolare, voltata a botte; le pareti sono rivestite di mattoni ed una cornice ne sottolinea l'imposta della volta cementizia. Torre Casieri rientra nella tipologia delle tombe a dado.
La Necropoli del Ponte della Lama, le Catacombe e la Basilica cosiddetta di Santa Sofia





Posta nei pressi di una strada importante - probabilmente la via Traiana - la necropoli sorse in epoca romana diventando presto il più vasto sepolcreto della città. Negli spazi riportati alla luce sono attestate numerose tombe a camera con murature in mattoni, una serie di sarcofagi in calcare di discreta fattura, alcune tombe terragne e una tomba con affresco purtroppo perduta. La presenza di terrazzamenti, sul costone roccioso scavato dal torrente, permise, forse a partire dal III sec., la creazione di diverse catacombe con gallerie indipendenti articolate in numerosi cubicoli e ambulacri, a loro volta con loculi, arcosoli e sarcofagi. Al centro della necropoli affiorano i resti di un piccolo edificio absidato con murature, stilisticamente non omogenee, in conci tufacei ma, prevalentemente, in opera listata a laterizi e tufelli; al suo interno sono state trovate numerose sepolture: la cosiddetta basilichetta di S. Sofia. L'attuale basilichetta sarebbe pertanto coeva alle altre costruzioni di culto canosine del VI sec.; altre ipotesi attribuiscono la seconda fase alla tecnica e alla tradizione longobardo-beneventana dell'VIII sec.
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