Canosa di Puglia, dove vivere la storia.
Sabato 24 Marzo 2012.
All’interno dei vani della sagrestia della Parrocchia Maria SS del Rosario, sita in via Pietro Toselli – Canosa di Puglia, alle ore 12.10 la Fondazione Archeologica Canosina Onlus e il Capitolo della Parrocchia, hanno siglato un importante accordo di gestione e fruibilità della vasta area sepolcrale Dauna di Costantinopoli.
In un’atmosfera decisamente secolare, il presidente della FAC Dott. Sabino Silvestri e il parroco Don Saverio Memeo, hanno siglato un contratto di Comodato d’Uso decennale per il recupero e la fruibilità di una zona extraurbana di Canosa, purtroppo poco conosciuta a molti e soprattutto mal sfruttata, nonostante le sue indubbie potenzialità paesaggistico/archeologiche. Il Contratto, preparato e gestito dagli Avvocati Aldo Saracino e Domenico Samele, è stato letto e controfirmato nella sua interezza da entrambe le parti legali del comodante e del comodatario. Il tutto è stato svolto alla presenza di alcuni membri della FAC: il Sig. Franco D’Ambra in qualità di Tesoriere della FAC, il Dott. Sandro Giuseppe Sardella in qualità di Archeologo e Responsabile delle Pubbliche Relazioni della FAC, il Sig. Antonio Bucci in qualità di Socio della FAC, il Dott. Domenico Samele in qualità di Legale della FAC. In rappresentanza del consiglio parrocchiale e per il consiglio parrocchiale per gli affari economici i signori: Serra Giuseppe, Paulicelli Dino e Casciella Rosa.

L’iniziativa per il recupero e quindi, la possibilità di gestire quest’importantissima area archeologica di Canosa, è stata caldamente sostenuta da tutta la FAC e dalla figura del Sig. Franco D’Ambra. L’obiettivo è quello di provvedere, per i prossimi dieci anni, al recupero paesaggistico e soprattutto archeologico di tutta la vasta zona archeologica di Pietra Caduta Bassa, simbolo del paesaggio Basso Murgese e soprattutto simbolo di una cultura locale straordinaria: la Cultura Dauna. Il contratto, prevede che la FAC s’impegnerà a vigilare, tutelare, manutentare, ripulire e rendere fruibile la zona a fini esclusivamente turistici. Al termine dell’operato di recupero, saranno previste ampie manifestazioni culturali, musicali, archeotrekking, laboratori sperimentali, laboratori archeologici e la realizzazione di un bookshop/punto di ristoro, sicuramente necessario su una superficie di oltre 2 ettari e mezzo.

Il Capitolo, pur rimanendo proprietario legittimo dell’area, s’impegnerà anch’esso a valorizzare, sponsorizzare, rivitalizzare e collaborare con la FAC, al fine di generare uno dei progetti culturali più riusciti degli ultimi tempi e dell’immediato futuro: la sensibilizzazione culturale di uno dei più vasti sepolcreti di matrice indigeno-italica, presenti in Europa.
Al termine del contratto, i presenti si sono trasferiti sul sito, dove il Dott. Sardella e il Sig. Franco D’Ambra si sono cimentati in una visita guidata delle potenzialità del sito.
Da attività ricognitive, oltre a segnalare lo scempio per le discariche abusive di materiale edilizio e di materiale “delicato”, il Dott. Sardella ha segnalato la presenza di centinaia di tombe. Ogni due metri quadrati, sono identificabili almeno tre tombe per un calcolo approssimativo di minimo un migliaio di sepolture visibili, della tipologia a grotticella e a fossa.
La storia antropica di questa straordinaria parte di Canosa, si stratifica in maniera altamente leggibile:
Oggi, l’area meglio nota con il foglio catastale 41 particella 52 e 41 particella 200, di oltre due ettari e mezzo, rappresenta il più incontaminato angolo di Murgia Bassa, con la tipica vegetazione a macchia bassa e i mandorli centenari. Fichi d’india crescono tra i muretti a secco arsi dalle torridi estati, quasi come in un dipinto di De Nittis.
La FAC tutta, con questo nuovo contratto, ha raggiunto una posizione ragguardevole nella gestione del Bene Storico/Culturale locale. Proprio la sinergia e l’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, costituisce il vero punto di forza e la vera motivazione della nuova riscoperta/scoperta da parte della cittadinanza, di un patrimonio meraviglioso, secondo a nessuno e vicino a ogni cittadino. Si tratta di suggestioni? Assolutamente no, se dovessimo vederle con l’occhio del cittadino. Si tratta di orgoglio verso il patrimonio locale? Questo assolutamente si e da questo viene lo sforzo di tutti nel tutelarlo e nel renderlo fruibile a tutti, come parte stessa del vivere quotidiano.
Dott. Sandro Giuseppe Sardella
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