Canosa di Puglia, dove vivere la storia.

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MARCO BOEMONDO D'ALTAVILLA

Il Principe di Antiochia

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Marco Boemondo discende dalla famiglia normanna degli Altavilla. I primi Normanni giungono a piccoli gruppi intorno al 1000 nel Mezzogiorno d’Italia, diviso da endemiche conflittualità tra Longobardi, Bizantini e Musulmani, mettendosi al servizio dei signori locali come mercenari, ottenendo piccoli possedimenti. Tra i Normanni impegnati nella lotta contro i Bizantini in Puglia assume una posizione di rilievo la famiglia Altavilla (Hauteville, in Normandia) composta da diversi fratelli, da Gugliemo detto Braccio di Ferro a Umfredo, fino a Roberto soprannominato il Guiscardo, cioè l’Astuto (1010-1085) e Ruggero.


Boemondo nasce intorno al 1050 dal matrimonio di Roberto il Guiscardo con Alberada di Buonalbergo. Alla fonte battesimale ottiene il nome Marco, successivamente soprannominato Boemondo, per la sua grande statura fisica che ricordava la figura di un gigante biblico chiamato Behemoth. Nel 1059 papa Nicolò II conferisce al Guiscardo il titolo di duca di Puglia, Calabria e Sicilia: quest’ultima, ancora in mano musulmana, viene conquistata tra il 1061 e il 1091. Per rafforzare la sua nomina ripudia Alberada per sposare la principessa longobarda Sichelgaita, sorella del principe Gisulfo di Salerno, che gli darà Ruggero detto il Borsa (per la sua avarizia), erede al titolo. Pertanto Boemondo, primogenito che avrebbe dovuto succedere al padre, estromesso dal titolo, partecipa con valore alle imprese militari antibizantine nei Balcani e in Grecia a fianco del padre e trascorre probabilmente diversi anni in Puglia, con un particolare legame che lo unisce a Canosa e al suo protettore S.Sabino.

Dopo la morte del Guiscardo (sepolto a Venosa), Boemondo ottiene le signorie di Taranto e di Bari, conquistandosi diversi territori ed estendendo di fatto il suo controllo su gran parte della Puglia. Tra i signori e i principi più rappresentativi che aderiscono all’appello del papa Urbano II per la spedizione in Terra Santa (I Crociata, 1097- 1099) vi è Boemondo con il suo esercito, di sicuro il più agguerrito e disciplinato. Boemondo è il protagonista indiscusso del lungo assedio e della conquista di Antiochia (1098). Pertanto ne diviene, per autodesignazione, princeps Antiochenus (1099), contro il volere dell’imperatore Alessio I Comneno di Costantinopoli. Non pago di ciò, dirige la sua attenzione e il suo esercito alla conquista di territori in Oriente, finendo prigioniero (1100-1103), colto in una imboscata mentre, con un manipolo di uomini, correva verso Melitene in soccorso degli armeni assediati dalle truppe di Gumushtekin.

Tra il 1105 e il 1107 Boemondo compie un viaggio diplomatico in Europa con l’obiettivo di promuovere un’iniziativa militare contro l’imperatore di Bisanzio. Ottiene per se la mano di Costanza e per il suo fedele nipote Tancredi quella di Cecilia, entrambe figlie di Filippo I di Francia. Nel 1107 parte col suo esercito e la sua flotta puntando su Costantinopoli e con queste mire assedia Durazzo dove, tra mille difficoltà, è costretto a chiedere la pace all’imperatore Alessio (Trattato di Devol, 1108).

Boemondo, dopo l’armistizio, vien descritto da Anna Comnena, figlia dell’imperatore di Bisanzio suo acerrimo nemico, con sottesa ammirazione, nel XIII libro dell’Alessiade: «Non si era mai visto finora nel territorio dei Bizantini un uomo paragonabile a costui, barbaro o greco che fosse, poiché la sua vista suscitava l’ammirazione e la sua fama il timore. […] Quest’uomo era talmente di livello superiore, da sottostare solo all’imperatore per quanto riguarda la fortuna, l’eloquenza e gli altri doni della natura».

Boemondo muore nel 1111 in un luogo a noi ignoto ma, di certo, per sua volontà viene sepolto a Canosa, nella cattedrale presso il sepolcro di San Sabino ove, negli anni successivi, i canosini e la moglie Costanza gli erigono l’enigmatico e marmoreo Mausoleo.